• Il Manifesto

    Oggi scrivere di agricoltura e di agroalimentare è scrivere del futuro. E non solo del futuro della nostra alimentazione,e dunque della nostra stessa sussistenza, ma anche del futuro della nostra energia. Delle nostre riserve energetiche, direi. Ancora una volta il nostro Pianeta ci dimostra che gli dobbiamo rispetto. Che ci dobbiamo tutti rispetto reciproco. E’ nella terra il nostro futuro. E nel suo corretto utilizzo troveremo ancora le risorse necessarie alla sopravvivenza della nostra specie. Ma questa volta ci si chiede di essere più attenti. Non sono ammessi altri “sfruttamenti” altre “intensità di colture”. La terra ci chiede che sia rispettato il territorio e che siano rispettate le specie autoctone. Che si riprendano quelle varietà di cereali, erbe,olivi,viti che nel nostro Mediterraneo costituiscono la più grande e ricca “banca dati” dell’alimentazione umana e animale e che possono ritornare ad essere il perno su cui progettare il futuro. Se senza energia si ritorna indietro nel tempo, senza cibo non si va avanti nel tempo. Certo non siamo alla carestia alimentare, ma quella che si prospetta per i prossimi venti anni è la carestia energetica. E venti anni sono uno schiocco di dita nella linea temporale della vicenda umana. E sulla base dei nuovi, o meglio riscoperti utilizzi, dell’energia bio, dalle bio masse al compst, che si giocheranno molte delle partite economico-politiche internazionali. I cerali saranno i nostri primi alleati, ma ci sarà anche da ragionare sulle priorità da dare: cerali da mangiare o cereali da bruciare? Dunque l’agricoltura giocherà un ruolo da protagonista; ruolo che negli ultimi trent’anni ha vissuto da comparsa, essendo stata considerata un po’ la sorella povera e anche un po’ bruttina dell’industria. E’ in questo scenario che nasce il blog battezzato appunto” Filoverde”, che vuole essere una sorta di linea di congiunzione tra le varie realtà che compongono il mondo agricolo e agro alimentare. Vi saranno notizie e approfondimenti per ragionare assieme se saremo capaci di seguire il “filo verde” fino all’uscita del labirinto.
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Biomasse: in Italia mancano macchinari adeguati

bio1.jpgVolendo l’energia prodotta da  biomasse potrebbe già essere disponibile. Ne producono in grande quantità  Sicilia, Veneto, Lombardia e Piemonte  e potrebbero alimentare 130 centrali elettriche per soddisfare fabbisogni termici . Praticamente, con solo centomila tonnellate annue di residui ligno-cellulosici provenienti da colture erbacee ed arboree sarebbe possibile alimentare una centrale termoelettrica da dieci mega watt.
Dai dati diffusi dall’associazione degli esperti di biomasse Itabia e dall’Unione nazionale costruttori di macchine agricole, Unacoma, è emerso che le disponibilità di residui agricoli che potrebbero essere sfruttati per produrre energia pulita ammontano a poco meno di quindici milioni di tonnellate annue da cui sarebbe possibile recuperarne almeno otto milioni per usi energetici.
La regione italiana che possiede il potenziale di biomasse più alto è la Sicilia con quasi due milioni di tonnellate annue, seguita dal Piemonte, dal Veneto e dalla Lombardia che producono oltre un milione di tonnellate annue ciascuna..  Attualmente le biomasse disponibili, in Italia, potrebbero alimentare centotrenta centrali elettriche da dieci mega watt e l’energia potrebbe essere impiegata in impianti di termoriscaldamento, per soddisfare esigenze termiche e di acqua calda di 4 milioni di abitazioni di cento metri quadri di superficie.
In Italia, i residui agricoli, non sono utilizzati adeguatamente per la mancanza di macchinari specifici per la raccolta, il trasporto e il trattamento della materia prima.

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