Volendo l’energia prodotta da biomasse potrebbe già essere disponibile. Ne producono in grande quantità Sicilia, Veneto, Lombardia e Piemonte e potrebbero alimentare 130 centrali elettriche per soddisfare fabbisogni termici . Praticamente, con solo centomila tonnellate annue di residui ligno-cellulosici provenienti da colture erbacee ed arboree sarebbe possibile alimentare una centrale termoelettrica da dieci mega watt.
Dai dati diffusi dall’associazione degli esperti di biomasse Itabia e dall’Unione nazionale costruttori di macchine agricole, Unacoma, è emerso che le disponibilità di residui agricoli che potrebbero essere sfruttati per produrre energia pulita ammontano a poco meno di quindici milioni di tonnellate annue da cui sarebbe possibile recuperarne almeno otto milioni per usi energetici.
La regione italiana che possiede il potenziale di biomasse più alto è la Sicilia con quasi due milioni di tonnellate annue, seguita dal Piemonte, dal Veneto e dalla Lombardia che producono oltre un milione di tonnellate annue ciascuna.. Attualmente le biomasse disponibili, in Italia, potrebbero alimentare centotrenta centrali elettriche da dieci mega watt e l’energia potrebbe essere impiegata in impianti di termoriscaldamento, per soddisfare esigenze termiche e di acqua calda di 4 milioni di abitazioni di cento metri quadri di superficie.
In Italia, i residui agricoli, non sono utilizzati adeguatamente per la mancanza di macchinari specifici per la raccolta, il trasporto e il trattamento della materia prima.
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